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Breve storia della chiesa di Toleto

Del 'Tolletum' antico, già fiorente, seppur modesta., comunità di cristiani, della loro “Capella” dedicata a S. Giacomo Maggiore, nel secolo XV, sono ricordate le preziose vestigia nella chiesa.

Nel libro del Maneggio della Chiesa di Toleto che data inizio dal 1776 è scritto: la Chiesa di Toleto fu fabbricata nell’anno 1440 li 4 Maggio, come consta da un millesimo in una pietra alla parte esterna del coro unita alla giunta della sacrestia. È infatti certo che l"abside, di stile puro romanico, risale a tempi lontani; mentre il corpo dell’edificio risulta costruito nel 1723. La chiesa fu dichiarata, “opera pregevole” per l’antichità. L’altare Maggiore, dedicato a San Giacomo Maggiore, fratello di San Giovanni Evangelista, risale all’inizio del Settecento, essendo visibilmente opera della stessa mano che ha costruito quelli del Santuario della Madonna della Pieve[1]. Il 26 Giugno 1638 la chiesa ottenne la facoltà di erigere l’altare della B. Vergine, il 29 Maggio 1632 la facoltà di erigere la cappella campestre di S.M. Maddalena, l’8 Giugno 1640 la facoltà di erigere l’altare di S. Defendente (ora di S. Giuseppe); ed infine 21 Luglio 1657 facoltà di celebrare la Messa in detta cappella.

In un altro scritto del libro del Maneggio si può leggere che i preti della chiesa di Toleto già battezzavano nel 1573; tuttavia i documenti riportano che soltanto il 10 Aprile 1623 ottenne facoltà di erigere il Battistero e di amministrare tutti i sacramenti, con delegazione del Parroco di Ponzone, e di esercire tutte le altre funzioni parrocchiali, dare sepoltura ai defunti, fare la benedizione dal Sacro fonte, benedire le cere del Sabato Santo, cantar la Messa alla mezzanotte di Natale; facoltà rinnovata e confermata il 1 marzo 1634, 17 maggio 1645 e 10 ottobre 1680. La comunità di Toleto, seppur ancora “cappellania, semplice” della Parrocchia di San Michele Arcangelo di Ponzone, nel 1625, venne privilegiata di visita pastorale, durante la quale il vescovo concesse il privilegio del fonte battesimale e la facoltà per celebrare i funerali, quindi a conservare l’Olio degli infermi.

Il più antico registro dei battesimo, compilato a cura del Cappellano Antonio Ivaldo, parte dall’anno 1642 sino al 1662 è seguito da un registro per i defunti dal 1649. Dai registri anagrafici si apprende che il diritto per celebrare matrimoni venne invece concesso soltanto nella seconda metà del secolo XVIII: i registri iniziano infatti dal 1773. (tale diritto venne poi sospeso per un certo periodo di tempo intorno alla fine dell’Ottocento[2] 1887-).

Il 26 Giugno 1638 la chiesa ottenne la facoltà di erigere l’altare della B. Vergine, il 29 Maggio 1632 la facoltà di erigere la cappella campestre di S.M. Maddalena, l’8 Giugno 1640 la facoltà di erigere l’altare di S. Defendente (ora di S. Giuseppe); ed infine 21 Luglio 1657 facoltà di celebrare la Messa in detta cappella.

Nel 1645 da Toleto partiva la domanda per l’erezione della cappellania in parrocchia ma la morte improvvisa del Vescovo bloccò la pratica, che rimase poi chiusa nei cassetti della Curia per più di due secoli. Inoltre la pratica fece risaltare la pochezza dei redditi, e ciò rese un problema grave la sostituzione del cappellano. A colmare la lacune nel 1647 alcuni particolari offrirono fondi per formare un beneficio di sicuro reddito. Alla chiesa, ingrandita nel 1723, una cinquantina d’anni dopo veniva unita una “sacrestia capace”.

La Chiesa ottenne poi la facoltà di conservare il SS. Sacramento, previo fonte stabile e sufficiente, e di dare la benedizione col Sacro Ostensorio, il 10 Marzo 1806.

Nel 1840 ci fu un nuovo tentativo per erigere la cappellania in parrocchia ma esso andò a vuoto: bisognò attendere ancora cento anni. Il 14 sett. 1908 Toleto ottenne la facoltà di erigere la Via Crucis, Mentre soltanto dopo la seconda guerra mondiale i 350 frazionisti riuscirono a portare in porto la pratica della costituzione della Parrocchia: il decreto vescovile di Mons Dell’Omo che annunciava la creazione della nuova parrocchia sotto il titolo di S .Giacomo Apostolo, fu pubblicato infatti il 10 febbraio 1947.

Sette anni dopo la comunità parrocchiale veniva compensata delle forti perdite dello spopolamento con l’annessione della cappellania di Cimaferle (1954) ma si trattò di risanamento passeggero. Dieci anni doipo i parrocchiani assommavano a 285, 105 di Toleto e 180 di Cimaferle. E nel 1986 la pur giovane parrocchia venne accorpata a quella di Piancastagna, conservando la qualifica di Succursale di San Giacomo.

Enrico Ivaldi




[1] A. Filipetti, Brevi notizie intorno al Santuario di Nostra Signora della Pieve, Genova 1929

[2] Nel 1890 nella relazione parrocchiale di Don Stefano Ricci si lamenta la difficoltà di recarsi a Ponzone a celebrare il matrimonio


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